Caso 249CL95 - LN

Gela (Cl) - 18/02/95 - ore 19:00
 
 

Testo dell'articolo pubblicato da Ufo N. 19 Gennaio - Giugno 1997:
Nel febbraio del 1995, un disco volante luminoso ha fatto capolino sui cieli di Gela, in provincia di Caltanissetta, lasciando a bocca aperta alcune decine di persone che stavano transitando lungo le vie del centro cittadino. I quotidiani locali, a differenza di quanto accade normalmente in casi di avvistamenti, hanno dato alla vicenda un taglio del tutto privo di ironia, accordandole implicitamente un certo grado di veridicità.
Le edizioni locali di "La Sicilia" e "Il Giornale di Sicilia" hanno focalizzato la loro attenzione sui due elementi che rendono l'avvistamento particolarmente interessante: Il numero di testimoni di cui si è già accennato e, le straordinarie proporzioni dell'oggetto avvistato. A raccontare il fatto è un impiegato comunale, il sig. Emanuele, uno dei tanti testimoni che mercoledì 8 febbraio è rimasto con la testa all'insù ad osservare quello strano uovo volante.
Sono le 19:00: la serata è tranquilla e il signor Emanuele sta percorrendo il centro cittadino passeggiando con tre amici. Ad un tratto la sua attenzione è attratta da una densa scia luminosa, ancora più evidente a causa del cielo nuvoloso. L'oggetto che segue è enorme, molto più grande di un elicottero o di un aereo, e soprattutto vicinissimo ai tetti delle case. Altri testimoni avrebbero descritto particolari come l'intensa luce verde che l'oggetto emanava e il movimento verso il basso, per poi risalire velocemente di quota. La forma era ovoidale ed una sorta di nebbiolina attutiva i bagliori provenienti dall'oggetto che, muovendosi in posizione obliqua, non produceva il benchè minimo rumore.



Aerei invisibili e allucinazione collettiva sono due delle ipotesi formulate senza troppa convinzione dai giornali; certamente è uno di quei casi in cui parlare di UFO non è affatto azzardato, almeno dopo le indagini di rito. Il nostro collaboratore (del CISU) Salvatore Inguì , non appena venuto a conoscenza dalla stampa locale dell'avvistamento su Gela, si è immediatamente messo in contatto con uno dei giornalisti che si erano occupati del caso, il quale ha successivamente fatto da tramite con il testimone.
Il 18 luglio 1995 Inguì si è presentato presso l'ufficio ove lavora il testimone dando così inizio all'inchiesta. Il sig. Emanuele, 54 anni, ispettore di polizia municipale presso il Tribunale è stato dispostissimo a collaborare con l'inquirente contribuendo per quanto possibile al chiarimento di numerosi particolari. "Guardi, già mi viene la pelle d'oca ... paura ne ho avuta ... e tanta, ma anche soddisfazione di aver potuto vedere una cosa così insolita ma bellissima". Questo è l'esordio del testimone che più volte nel corso dell'intervista tornerà su questo concetto: la sensazione di stupore e di gioia che lo ha colmato alla fine alla fine di questa straordinaria esperienza. "Bellissimo uno spettacolo che non potrò dimenticare", dice a conclusione del suo racconto, e come dargli torto? I particolari che emergono dall'inchiesta rendono il caso ancora più interessante anche se è necessario sottolineare che a distanza di sei mesi dall'accaduto, qualche dettaglio potrebbe essere stato involontariamente caricato. Il testimone racconta che giunti di fronte alla Chiesa Madre, mentre stava dialogando con gli amici (fra i quali c'era un carabiniere), ha visto venire dall'alto, quasi in diagonale, una luce bianca ("un oggetto luminoso bianco"), che senza fare il minimo rumore scendeva velocissimo verso piazza Calvario in cui si trovavano. Lo spavento fu talmente forte che il testimone urlò, richiamando così l'attenzione dei compagni. E continua "era enorme, tanto che ebbi l'impressione che stesse toccando il Palazzo Callea...", specificando che l'altezza stimata era di circa 300 metri e le dimensioni dell'oggetto di circa il doppio della piazza. Il corpo dell'oggetto faceva pensare al vetro smerigliato e la sua forma, a uovo per altri testimoni, era circolare e piatta, "proprio come un disco". Aveva una struttura apparentemente solida e si potevano intravedere alcune luci intermittenti che affioravano dalla bianca luce al neon che l'oggetto emanava. L'intero fenomeno durò una decina di secondi: un paio per osservare l'oggetto scendere, almeno cinque in cui l'Ufo ha stazionato sulla sua testa, e il tempo rimanente per ripartire e sparire alla vista di tutti i testimoni ad una velocità impressionante in direzione di Catania. E' interessante aggiungere che un amico del signor Emanuele, un poliziotto che verso le 19:00 stava percorrendo la strada statale per Catania, vide l'oggetto dalla sua auto. Anche un altro suo amico osservò il medesimo oggetto sulla strada che collega Niscemi a Gela. Due testimoni che potrebbero chiarire ulteriormente la vicenda e di cui non ci sono stati dati gli estremi anche se si spera che questi possano decidersi a parlare e a farsi conoscere, vincendo la loro ritrosia. Per l'inquirente non vi è alcun dubbio circa la serietà del testimone, che risulta essere molto noto e stimato in città e che lavorando presso gli Uffici del Tribunale deve necessariamente possedere garanzie di affidabilità. L'elevato numero di testimoni oculari, presenti sia sulla piazza che nelle immediate vicinanze del centro abitato, fanno pensare all'obiettiva realtà di quanto veduto, escludendo psicosi collettive o vicendevoli condizionamenti. Piuttosto appaiono azzardate le valutazioni sulla distanza dell'oggetto e sulle sue reali dimensioni, condizionate, a parere dell'inquirente, dal sentimento di paura che ha accompagnato i testimoni durante l'intera durata del fenomeno. Resta il fatto in sé, un avvistamento decisamente interessante, che rimane un affascinante e misterioso fenomeno non identificato.

Commento:
Le dimensioni dell'oggetto fanno pensare addirittura che il numero dei testimoni è esiguo; concordiamo quindi con la sovrastima della grandezza dell'oggetto che però non pensiamo essere causata dalla paura ma dal fatto che prospetticamente era vicino all'orizzonte visivo dei testimoni visivi. In poche parole essi avendolo visto molto vicino alla cima dei palazzi siano incorsi in quella illusione ottica che, per esempio ci fa vedere il sole o la luna al tramonto molto più grandi della realtà; si tratta di una elaborazione del cervello umano ed è abbastanza comune. Interessante sarebbe sentire la descrizione dell'oggetto da parte dei testimoni indipendenti citati dalla rivista.