Caso 410ME96 - LN

Pace del Mela (Me) - Agosto/Settembre 1996 Notte.

Relaziona P. Torre:

Agosto-Settembre 1996 - A notte molto inoltrata - Località: campagna presso Pace del Mela (Me) - Testimoni: R. A.  - Fonte: testimonianza orale della signora.

E' stato con vivo piacere che ho riascoltato, dopo anni, la signora R. A., la sera dell'l Novembre 1999; ella è stata testimone di un avvistamento la sera dell'8 Settembre 1974, segnalato a pag. 77 della mia opera "Misteriosi fenomeni nel cielo della provincia di Messina" (Oreste Ragusi editore, 1998) all'epoca era una giovane ventenne, da poco sposata ed alquanto estroversa: oggi è una donna ultraquarantenne, ben equilibrata, madre di due ragazze, tranquilla e molto sicura di sé.
Chiestole se ricordava l'avvistamento di venticinque anni fa, ribadì con fermezza la realtà di quanto ella ed il marito avevano visto (io ebbi allora qualche dubbio) ed aggiunse di aver assistito tre anni fa a qualcosa di ancor più strano; mi ha così narrato quanto ha avuto modo di osservare nel 1996, in un periodo in cui, col marito, abitava a Pace del Mela, in una casetta di campagna di loro proprietà situata nella zona collinare immediatamente seguente il cimitero di Pace, su una stradina secondaria, in un posto ameno circondato dal verde, se si eccettua qualche altra abitazione nei paraggi. Le figlie per l'occasione erano rimaste a Milazzo, nella loro altra casa.
Non ricordava la data esatta, però era certa che si trattava del periodo fra la tarda estate e l'inizio dell'autunno, diciamo fra Agosto e Settembre (il particolare della Luna calante osservata collocherebbe i fatti fra il 30 Agosto ed il 6 Settembre, tenendo presente che l'Ultimo Quarto, che sorge verso la mezzanotte - ora solare - è stato il 4 Settembre: la fase lunare ed il periodo indicalo sembrano collimare abbastanza bene); il riferimento a tale periodo la signora lo ha dedotto dal fatto che "era il tempo in cui si fanno le conserve di pomodoro"; escluse poi la primavera perché in questa stagione si trovava a Milazzo per seguire una terapia, dovendo curare un fastidioso disturbo alia colonna vertebrale, che le dava problemi nel camminare. "Era notte fonda, sicuramente oltre l'una" e, guardando dalla finestra, si accorse di una grande luce che veniva da fuori. Credendo che si trattasse dell'illuminazione esterna dimenticata accesa, si affacciò alla porta e con grande sorpresa vide che tutta la zona era rischiarata da una intensa luce che veniva dal ciclo: "si vedeva la strada meglio che di giorno"; era solo una vasta
area circolare ad essere interessata dal fenomeno, che comprendeva, oltre la casa dei coniugi O., altre case vicine e un pezzo di campagna con vari alberi.
Alzando gli occhi vide qualcosa di rotondo, di colore rosso-arancione, simile ad un globo infuocato, che andava pian piano scendendo e allargandosi, proprio in direziono della sua abitazione. Chiamò allora a gran voce il marito che però guardò distrattamente e con aria indifferente le disse: "si tratta della Luna!" e rientrò in casa. La signora R. però non si convinse: l'oggetto, più che la Luna, le sembrava un Sole, ma di un colore rossastro; esso proiettava "come un fascio di luce conica, tipo un grosso riflettore" e produceva un rumore simile alla lontana "a quello di un motore di auto al minimo" e sembrava '"una strana vibrazione, mai udita prima, molto particolare"; frattanto il disco si era stabilizzato a bassa quota; i cani della zona abbaiavano furiosamente e la signora, impaurila ("credetti che fosse arrivata la fine del mondo"-), guardava da un angolino stando sulla porta di casa che dava sull'esterno, senza osare affacciarsi di più; la visione sembrò durare almeno una ventina di minuti, ma certo la misu ra del tempo in quello stato di agitazione non può ritenersi precisa. "Peccato" - ha aggiunto la signora - "che non avevo la cinepresa o la macchina fotografica perché avrei ripreso, malgrado la paura, quello strano corpo". Ad un certo punto, attorno al disco (la cui estensione apparente era almeno doppia di quella lunare), dato che forse l'occhio si era ormai abituato alla sua intensa luce, le parve di scorgere una serie di luci più piccole disposte a formare come un anello; erano di colore diverso, biancastro, come quello dei neon: era come una "corona" a ridosso del bordo del disco; tali luci minori erano ferme. Passato del tempo, l'oggetto compì una curiosa manovra di partenza: si spostò da un lato con movimento curvilineo, come per "prendere la rincorsa", intensificando il rumoregià udito, spense quel "faro" che proiettava quel fascio di luce conica che aveva inondato la zona e si presentò diciamo "di profilo" apparendo "schiacciato", formato da due speci di calotte sovrapposte o "piatti sovrapposti" (a questo punto le mani della signora A. si sovrappongono per i palmi, quasi a voler rafforzare una figura classica in ufologia): ricordavano "la parte basale di una trottola, esclusa la punta"; l'assetto del corpo, completata l'oscillazione, si presentò obliquo; arrestatesi un istante, l'oggetto, sempre con traiettoria curvilinea, direi parabolica, sfrecciò nel senso opposto proiettandosi a velocità pazzesca verso l'alto e lasciando una "scia incandescente" visibile per qualche breve istante (è possibile che tale scia sia stata solo una illusione ottica: infatti la rapidità del movimento combinata con la limitata capacità dell'occhio di separare le immagini in un movimento troppo veloce può creare un "effetto scia": se facciamo correre rapidamente la lucetta di un laser su un fondo scuro otteniamo dei nastri luminosi). La signora si portò allora fuori e vide un vivido puntino rosso, simile ad una stella, che andava "affievolendosi" sempre più nel cielo stellato; e fu in questo "scrutare il cielo" che ella scorse in un angolo la Luna, una Luna "a quarto, mancante", piuttosto poco luminosa, una Luna che prima, evidentemente, era stata "coperta" dall'intensa luce del disco.

L'atteggiamento scettico del marito della signora R. è comune a molta gente e non deve sorprendere più di tanto: per lui, come per tanti, quello che "non può essere" non c'è: e poi, se la televisione dice che questi oggetti sono solo il parto di fantasie sfrenate di gente "un pò* matta", perché insistere? Perché guardare? Per poi magari essere portati a raccontare ai compagni di lavoro o agli amici ed essere presi in giro?
Per il signor O. era la Luna a produrre quella luce quella sera o al più "qualche nuovo satellite"! Niente di straordinario. Tornando all'avvistamento, a parte le manovre che certamente nessuna Luna è in grado di effettuare,sicuramente il confronto, sia per dimensioni apparenti che per .intensità luminosa, con la Luna, potè essere fatto immediatamente da parte della signora A.; quello spicchio di Luna calante dalla tenue luce argentata non aveva nulla a che vedere con quel disco "incandescente"! Questi i fatti.
Credo ci sia poco da aggiungere; questo caso si può respingere in blocco, ritendo la testimone menzognera (certo, come spesso accade in ufologia, c'è una sola testimonianza: la parola di una persona contro il mondo! E poi, la signora è solo una modesta casalinga con solo la V Elementare; perché crederle ?); ma se lo si accetta, bisogna farlo "totalmente" perché non credo possa ascriversi a "false interpretazioni di fenomeni naturali o apparecchi di costruzione umana"
A me la testimone è sembrata sincera; poi, sotto le stelle tutto e possibile...