Avvistamento sulla Catania - Agrigento (ottobre 1997)
di Daniela Giordano

 

MEZZOIUSO (*): Contrada Bosco - Zona Cardonera.
Domenica, 28 settembre 1997, h. 15:15

     Al ristorante-bar S. Lucia gli avventori stanno terminando di pranzare nel simpatico rustico di campagna in cui aleggia ancora l'odore del grande forno a legna. I tavoli a ridosso di antiche finestre consentono ai commensali un'ampia veduta della valle sottostante: una porzione della strada a scorrimento veloce Catania - Agrigento, un minuscolo laghetto artificiale, qualche villino ed alcuni casolari sparsi su un terreno stranamente dolce e pianeggiante da trovare in Sicilia.
     I primi a notare qualcosa di strano sono stati due commensali venuti da Palermo. Lui, uno psicologo professionista, lei impiegata presso un ente pubblico. L'anonimato richiesto è di regola. La coppia, marito e moglie, volgendo gli occhi verso la finestra, vede uno strano oggetto luccicante giù a valle, a circa 300/350 metri da loro. Sembra sospeso a poca distanza dal suolo, forse 100 metri, difficile dirlo guardando dall'alto, vicino ad una villa/casolare. La donna richiama l'attenzione del marito, il quale osserva anche lui. Insieme chiamano il Signor Vito La Gattuta, proprietario del ristorante, o meglio, figlio della proprietaria, che in quel momento si trova in cucina. Anche lui si affaccia, ma lì per lì non vede nulla. Un guizzo di luce però, a circa 600 metri, simile a quello che danno i parabrezza delle auto quando riflettono la luce del sole, ricattura la sua attenzione. C'è qualcosa davvero che sembra come mimetizzato con il terreno. Sarebbe scarsamente visibile ad un'occhiata di sfuggita se non fosse tradito dai guizzi di luce intermittenti provenienti da un punto preciso dell'oggetto. Si, perchè di un oggetto si tratta. Non è un elicottero nè un aereo.
Ad un tratto, l'oggetto si alza in verticale e sembra dirigersi verso gli osservatori. Nel frattempo infatti anche altri clienti si erano affacciati alle finestre del locale per osservare l'oggetto. Vito, 31 anni, che ha frequentato l'istituto nautico, la scuola alberghiera e che ha fatto il militare in fanteria, nella Divisione Folgore a Fano, si incuriosisce ed esce dal locale seguito dalla signora, sebbene un po' titubante ed impaurita, e dal marito. Insieme raggiungono uno spiazzo prospiciente il ristorante e vedono l'oggetto ancora in avvicinamento ma ad una quota ora superiore a quella del ristorante. E così notata la parte inferiore dell'oggetto di colore grigio molto scuro. La grandezza e la forma sono simili a quella di un Pullman visto da circa 900 metri. La luce ha adesso una minore frequenza nell'intermittenza. L'oggetto è, dunque, quasi sigariforme, ruota su sé stesso e ad ogni giro che compie emette un bagliore fisso sempre sulla parte destra. Intorno alla sua base viene notato un alone, simile a quello emesso dagli oggetti molto caldi. Vito e la signora sentono anche un leggerissimo suono simile ad un fruscio. Il marito invece non sente nulla. L'indomani ed il giorno dopo numerosi elicotteri ed aerei sorvolano la zona. Vito racconta anche che la zona non è insolita ad avvistamenti di questo genere. Negli ultimi tempi ce ne sono stati tre, segnalati da ragazzi di sua conoscenza. Uno di questi è stato visto 15 giorni prima, verso le 21:30. L'oggetto era di forma diversa e le luci erano collocate a triangolo. Nel mese di luglio vi è stato un altro avvistamento, sempre nella stessa zona, verso le 04:00 di notte ed è durato sino alle prime luci dell'alba. Altri ragazzi, invece, hanno avuto un avvistamento l'anno scorso, sempre in zona. Al momento dell'avvistamento gli animali della zona sono rimasti tranquilli. La sera prima, al contrario, verso le 04:00, i cinque cani di Vito e a seguire i cani della zona abbaiavano arrabbiati. Inoltre per due volte la corrente elettrica è andata via per alcuni secondi. A detta del testimone tutta l'area interessata è in zona d'ombra radar.

(*) Mezzoiuso: centro di circa 49,4 kmq. in provincia di Palermo (39 km.) a 550 m. sm., addossato al colle La Brigna (710 mt.), ad un paio di chilometri dalla Palermo-Agrigento. Il paese, già esistente all'epoca normanna, venne ripopolato con albanesi nel 1482. Gli abitanti odierni mantengono ancora in parte la lingua ed i costumi albanesi.
Stazione ferroviaria a 7 km. sulla linea Palermo - S. Erasmo - Burgio. Nella zona vi sono molte falde acquifere, un laghetto artificiale, una centrale elettrica e, vicino al ristorante, una cabina elettrica.
Zona Cardonera: alle spalle del paese.
Contrada Bosco: zona collinare scarsamente abitata.